Dossier Albania - San Costantino Albanese
Insieme a San Paolo Albanese, borgo dirimpettaio nella Valle del Sarmento, è uno dei più caratteristici paesi di cultura arbëreshë della Basilicata come si percepisce immediatamente dalla indicazione bilingue delle strade e dalle conversazioni tra concittadini in arbëreshë.
San Costantino Albanese conserva nel nome, nella lingua, nel culto e nelle tradizioni elementi culturali delle popolazioni albanesi che proprio qui hanno trovato rifugio, caratterizzando in modo ancora oggi visibile i costumi tradizionali, le architetture e le funzioni religiose di rito albanese-bizantino. Per quest’insieme di peculiarità che lo caratterizzano a partire dal 1534, il borgo è definito un’oasi orientale nell’Occidente.
Di grande interesse le chiese abbellite dalla iconografia del rito bizantino che le riempie di colori: dalla chiesetta della Madonna delle Grazie, nella parte bassa del paese, alla chiesa madre dedicata ai Santi Costantino ed Elena, fino al santuario della Madonna della Stella, Protettrice di San Costantino Albanese.
La Chiesa Madre, costruita a suo tempo secondo i canoni del rito romano è stata adattata al rito bizantino: Dopo i lavori di consolidamento terminati nel 1998 è stata costruita l’Iconostasi, balaustra lignea di separazione tra l’altare “Vima” e la navata, riccamente ornata da un assortito patrimonio iconografico nel quale spiccano, tra le altre raffigurazioni, l’Ascensione ed il Giudizio universale, eseguiti dall’iconografo albanese Josif Droboniku e dalla moglie Prifti.
Il culto religioso praticato a San Costantino Albanese è di estremo interesse perché testimonia le evoluzioni del rito Bizantino nei secoli. Con fasi significative spiegate dal parroco Don Giampiero Vaccaro con una stringatissima ma davvero interessante lezione di storia.
Tra le peculiarità del rito, un calendario liturgico diverso da quello romano (il ricordo dei morti non si celebra il 2 novembre ma a febbraio nel corso di un’ intera settimana; la Pasqua ha tempi diversi nelle fasi della Passione..); modalità diverse nella celebrazione del matrimonio (scambio di colombe, rottura del bicchiere, giro intorno al tavolo,…); nella polifonia liturgica che ha un ruolo assai rilevante anche nella versione del rito bizantino-albanese (” Chi canta.. prega due volte” di Sant’Agostino).
Il tema delle sonorità laiche oltre che religiose è stato ampliato dal prof. Nicola Scaldaferri che nel suo bellissimo intervento ha facilitato la comprensione del tema.
Tra gli appuntamenti della tradizione descritti da Dina Iannibelli, Presidente della Pro Loco di San Costantino Albanese, vi sono le celebrazioni in onore della Madonna della Stella nella 2^ domenica di Maggio, che hanno al centro un rito tra il sacro ed il profano rappresentato dall’incendio dei “Nusazit”. Pupazzi a grandezza naturale (cavallo e cavaliere, 2 fabbri, 1 pastore, 1 donna, il diavolo) che prima di esplodere si muovono per effetto del dinamismo pirotecnico.
Assai articolato e fuori dal comune ci è poi il Presepe vivente che viene allestito il 27 dicembre con scene della vita nel borgo nei costumi tipici arbëreshë. La Madonna indossa i costumi della festa e canta una ninna nanna.
Testimonianze organiche della cultura italo-albanese si trovano nell’Etnomuseo della Cultura Arbëreshë, nei due piani di un ottocentesco palazzo signorile che ospita: la biblioteca della cultura albanese; la mostra iconografica del maestro Josif Droboniku, autore delle icone che ornano la chiesa madre; il Presepe Arbëreshë; costumi tradizionali, ed arnesi della cultura pastorale, tra cui un antico telaio utilizzato per realizzare i tessuti di ginestra e altri oggetti domestici. Oltre alle collezioni, frutto donazioni della comunità, nel museo vi è anche un laboratorio per la costruzione di strumenti musicali, compreso la zampogna tipica delle comunità albanesi.
In aggiunta alle straordinarie ed utili iniziative per la salvaguardia di storia e tradizioni, rappresentanti istituzionali, operatori sociali e singoli imprenditori sono impegnati nella ricerca di soluzioni per contrastare lo spopolamento. E lo fanno cercando anche soluzioni fuori dagli schemi. Tra queste, vi sono le iniziative per la valorizzazione della natura e del paesaggio:
- Volo dell’Aquila. I turisti, appositamente imbracati, si posizionano sul veicolo Aquila a quattro posti che il cavo di un Km. trasporta alla stazione a monte da dove poi ritorna a valle a gran velocità
- Parco Avventura. Impianto con una serie di attività fisiche all’aperto dove ci si diverte in totale sicurezza, passando da un albero all’altro grazie a piattaforme sospese, cavi d’acciaio, ponti tibetani, tirolesi (carrucole), corde e scale, mettendo alla prova l’equilibrio e la concentrazione insieme a un po’ di esercizio fisico. Con le sue 50 attività (atelier) è uno dei più grandi impianti nell’Italia meridionale.
- Completa l’attrattività della destinazione la gastronomia con piatti di pasta fatta a mano, salumi (salsiccia, soppressata, capocollo), carni alla brace,… Molto diffusi i fichi secchi con le noci e dolci ripieni di marmellata di castagne conditi con il miele.

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